Il PNRR manca di visione: la lettera della rete “Per un nuovo welfare” al Presidente Draghi

La Rete “Per un nuovo welfare” a Draghi e al Governo: apprezziamo lo sforzo di “Italia Domani”, ma non concordiamo sulla visione degli investimenti per la ripresa e la resilienza. Chiesta con urgenza la Legge sui Budget di Salute.

Oltre cento Associazioni ed Enti della società civile italiana scrivono nuovamente al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Governo.

Rispetto alle priorità richieste a febbraio 2021, poco o nulla si è fatto per l’attuazione di politiche di welfare di comunità, per i patti di imprenditoria civile, per una riforma della giustizia, per il riconoscimento dei Budget di Salute, per l’agricoltura biologica, per il disarmo e la difesa non violenta dello Stato.

Il PNRR punta su transizione ecologica ed energetica, ma lascia a terra la “transizione demografica”.

Siamo oltre cento, tra Associazioni, Enti e personalità della Società civile, della Chiesa, esperti sui temi della salute mentale, dell’integrazione sociosanitaria, della ricerca epidemiologica, dell’economia civile e dell’applicazione del “metodo Budget di Salute” per la produzione innovativa dei sistemi di welfare comunitario e generativo.

A febbraio di quest’anno, come Rete Per un Nuovo Welfare avevamo scritto un accorato appello a Mario Draghi perché il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potesse contenere gli elementi, declinati in dieci punti, di un “nuovo welfare”, offrendo al Governo la nostra collaborazione.

Oggi abbiamo scritto nuovamente a Draghi e al suo Governo per evidenziare le mancate risposte e le carenze del PNRR in tema di welfare: «Abbiamo apprezzato – si legge infatti nella nostra lettera a Mario Draghi – lo sforzo della Sua Presidenza di offrire nel documento “Italia Domani” una lettura molto attenta alle criticità strutturali del nostro Paese in materia di digital divide, di riconversione ecologica delle fonti di energia e dell’economia, del divario infrastrutturale tra Nord e Sud, di fondi per la ricerca e la povertà educativa, per la coesione sociale e per la sanità diffusa, all’interno delle sei missioni di “Italia domani”, ma non ci siamo ritrovati nelle visioni che sottendono alle riforme ed agli investimenti previsti per far fronte alla ripresa ed alla resilienza».

La programmazione delle 1288 Case della comunità su tutto il territorio nazionale all’interno della missione 6 è un obiettivo eccellente, ma se manca una programmazione in materia di co-progettazione personalizzata con il metodo del Budget di Salute, il rischio che si corre, in particolare nel Sud Italia, è di dar vita a nuovi edifici e a nuove entità burocratiche che aggiungono servizi, ma non trasformano il welfare assistenziale in un welfare autenticamente generativo.

La nostra richiesta è che sia ripreso con urgenza il lavoro della Commissione parlamentare “Affari sociali” sulla Proposta di Legge sui Budget di Salute, presente come sperimentazione necessaria nel Decreto rilancio e portata avanti con successo in molte Regioni. Non si può attendere ulteriormente l’emanazione di uno strumento legislativo carente da oltre quarant’anni.

Sul lavoro e la riforma dei Centri per l’Impiego, evidenziamo che, in assenza di un chiaro strumento di collegamento tra Reddito di Cittadinanza e nuove forme innovative dell’imprenditorialità civile per le aree interne e le piccole comunità, i Sistemi di Lavoro che verranno generati grazie al PNRR seguiranno e causeranno a loro volta il continuo spopolamento delle piccole comunità verso i grandi centri industriali esistenti e le aree già maggiormente servite dalle infrastrutture viarie e digitali.

Insistiamo con il proporre il sostegno alla cooperazione di comunità e all’imprenditoria civile come forma di resilienza e di innovazione.

Insistiamo nel sostenere che dal Reddito di Cittadinanza non bisogna andare indietro, ma in avanti, per un migliore dialogo tra welfare, vocazioni personali, storie familiari e territorio.

Evidenziamo che “Italia Domani” non fa accenno alla urgente riforma dell’Ordinamento Penitenziario nell’ambito della programmata “Riforma della Giustizia” anche attraverso la valorizzazione delle esperienze virtuose di lavoro dei detenuti in carcere e fuori dal carcere e non dice nulla in materia di potenziamento delle misure alternative alla pena detentiva e di esecuzione personalizzata delle misure penali.

Sia il capitolo delle riforme che quello della programmazione in materia di lavoro e di coesione sociale non prevedono alcuna riflessione organica in materia di diritti di “cittadinanza”.

I cittadini extracomunitari, che oggi costituiscono una parte fondamentale del Paese sia in termini di welfare che di sviluppo economico, non riescono ad ottenere la cittadinanza italiana attraverso le regole del diritto già in essere nei paesi europei più sviluppati, ius soli o ius culturae, ma solo in base alla effettiva permanenza sul nostro territorio con sistemi anacronistici legati alla longevità dei contratti di lavoro e alla durata dei matrimoni.

Chiediamo, dunque, che il PNRR spinga a mettere all’ordine del giorno del presente e dei prossimi governi la riforma dei diritti di cittadinanza consentendone l’acquisizione per nascita o per riconoscimento culturale, non potendo aspettare che altre generazioni vengano a salvarci dal nostro “inverno demografico”: in questa direzione deve essere intesa la necessità di investire nel SAI, Sistema Accoglienza Integrazione.

Riteniamo assolutamente centrale per il futuro del paese la lotta alla povertà educativa e riteniamo importanti gli investimenti in tal senso appostati dal PNRR: sarà urgente capitalizzare e tesaurizzare l’esperienza di successo dell’Impresa sociale “Con I Bambini” per continuare a finanziare in un’unica modalità gli interventi in tutto il territorio nazionale, investendo risorse economiche per costruire percorsi formativi personalizzati per il contrasto alla povertà educativa nella forma dei Budget Educativi e dei Patti Educativi Territoriali.

Siamo molto critici rispetto alla “nicchia” in cui il PNRR ha collocato sia l’agricoltura biologica che l’agricoltura sociale, nonostante i buoni propositi dichiarati.

Chiediamo che la pratica dell’agricoltura biologica e delle filiere corte siano al centro di un vero rinnovo dei sistemi produttivi e di approvvigionamento favoriti dalla Pubblica Amministrazione e dai finanziamenti della PAC.

Il PNRR cita i servizi Ecosistemici una sola volta ed in modo assolutamente carente e improprio, relativamente alla preservazione dei parchi e giardini storici.

Chiediamo, quindi, di porre nell’agenda delle riforme del PNRR la conclusione positiva del disegno di legge n. 1711 rubricato “Disciplina dei sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali”.

Chiediamo che le aree interne escano da una programmazione che le releghi unicamente al ruolo di “isole narrative del Paese” per entrare a pieno titolo nella pianificazione della transizione demografica, digitale ed ecologica, riconoscendo alle stesse il loro compiuto ed autentico valore in termini di peso ecosistemico.

La vittoria della Campagna italiana contro le Mine che ha portato in Parlamento all’approvazione definitiva della legge “Misure per contrastare il finanziamento delle mine anti-persona e cluster bombs”, per noi è stata un successo straordinario.

Ma chiediamo che sia avviata una vera riconversione delle centinaia di aziende belliche presenti in Italia in aziende per il bene comune.

Sosteniamo con forza l’appello della società civile affinché l’Italia firmi e ratifichi il Trattato ONU di proibizione delle armi nucleari o almeno che il Governo italiano partecipi come Stato “osservatore” alla prima Conferenza degli Stati firmatari del Trattato che si terrà a Vienna a marzo 2022.

Riteniamo l’assoluta urgenza di rendere effettivamente Universale il Servizio Civile e facciamo nostro l’Appello di CNESC, CSV.Net, Forum del Terzo Settore, Forum Nazionale del Servizio Civile.

Chiediamo che il Terzo Settore sia collocato nella posizione co-progettuale del PNRR con il Governo e le pubbliche amministrazioni così come prevede la sentenza della Corte Costituzionale n. 131 del 26 giugno 2020.

La maggior parte dei Comuni è in grado di rappresentare bene il fabbisogno specifico dell’interesse generale ma non in grado di articolarne le concrete progettualità necessarie.

Per tutte le ragioni sopra esposte, chiediamo di poter essere ascoltati in maniera puntuale e stabile e responsabile nella futura messa in opera delle riforme e degli investimenti del PNRR negli argomenti e nelle materie che abbiamo richiamato in questo nostro nuovo Appello e per i quali mettiamo a disposizione del Governo e delle diverse Commissioni Parlamentari tutta la nostra energia, le nostre interpretazioni della realtà e le nostre pratiche.

I Firmatari – Reti nazionali

Angelo Righetti, Fondatore della Rete di Economia Sociale Internazionale

Angelo Moretti, Presidente Rete Economia Sociale Internazionale e Presidente Consorzio Sale della Terra

Alberta Basaglia e Maria Grazia Giannichedda, Fondazione Franco e Franca Basaglia

Andrea Mormiroli, Forum Disuguaglianze Diversità, Dedalus

Giuseppe Romano, Presidente AIAB, Associazione Italiana Agricoltura Biologica

Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione con il Sud

Carlo Borzaga, Presidente Euricse

Don Marcello Cozzi, Presidente Fondazione Nazionale Interesse Uomo, Onlus di Potenza

Don Virginio Colmegna, Presidente Fondazione Casa della Carità

Domenico Pantaleo, Presidente nazionale Auser

Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola

Ernesto Preziosi, Presidente Argomenti2000

Gabriella Raschi, Presidente nazionale Gruppi di Volontariato Vincenziano – AIC Italia

Giovanna Del Giudice, Presidente Conferenza Salute Mentale Franco Basaglia

Giovanni Battista Costa e Leonardo Becchetti, NEXT Nuova Economia per Tutti

Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile generale Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

Gisella Trincas, Presidente UNASAM

Giulio Santagata, Rete di Economia Sociale Internazionale

Ivan Stomeo, Presidente Fondazione Futurae Onlus

Luciano Carrino, Presidente Kip School International

Luigi Scarola, Centro per l’Economia Sociale-Nomisma

Luigino Bruni ed Elena Granata, Scuola di Economia Civile

Marco Gargiulo, Consigliere Fondazione “Ebbene”

Maria Grazia Guida, Presidente Associazione Amici Casa della Carità

Giuseppe Notarstefano, Presidente Azione Cattolica Italiana

Patrizio Gonnella, Presidente Associazione “Antigone”

Pietro Vittorio Barbieri, Vicepresidente Diversity Europe Comitato Economico Sociale Europeo

Riccardo Bonacina, Fondatore e Coordinatore editoriale di Vita NoProfit

Riccardo De Facci, Marina Galati, Caterina Pozzi, Presidenza CNCA, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza

Emilio Manfredonia, Presidente ACLI

Rosanna Mazzìa, Presidente Associazione Borghi Autentici di Italia

Salvatore Cacciola, Presidente BioAS, Associazione Nazionale Bioagricoltura Sociale

Sindaci della Rete dei Piccoli Comuni del Welcome 

Stefano Ciafani, Presidente Legambiente Onlus

Stefano Zamagni, Docente

Vito D’Anza, portavoce nazionale del Forum Salute Mentale

Sybille Righetti e Silvia Jop, Edipo Re

Firmatari – Reti locali

Alessandro Sirolli, Presidente 180Amici L’Aquila

Angela Natoli, Presidente “Incastri creativi”, Palermo

Antonio D’Alessandro, Presidente del Consorzio Parsec

Antonio Sanfrancesco, Presidente Società Cooperativa Sociale FILEF Basilicata

Aloisa Moncada di Paternò, vice Presidente dell’Associazione Palermo Mediterranean Gateway, rigenerazione sociale”

Cesarino Zago, già Direttore del Distretto sanitario 1 di Trieste

Cristina Netto, del Gruppo di ricerca e scientifico sui Budget di Salute di Angelo Righetti

don Giacomo Panizza, fondatore “Comunità Progetto Sud” di Lamezia Terme

don Mauro Frasi, Responsabile Casa Famiglia Caritas del gruppo Reti della Carità

don Paolo Luigi Zuttion, Presidente Associazione di Solidarietà Internazionale Jobel Onlus

Elena De Filippo, Presidente Cooperativa Sociale Dedalus

Franco Rotelli, Psichiatra già Presidente Commissione Sanità del Consiglio Regionale Friuli Venezia Giulia

Gaetano Giunta, Segretario generale Fondazione Comunità di Messina

Gianni Tognoni, Dipartimento di Rianimazione ed Emergenza, Università di Milano

Giorgio Marcello, Sabina Licursi, Emanuela Pascuzzi, Dipartimento di Scienze politiche e sociali, Università degli Studi della Calabria

Giovanni De Plato, Psichiatra

Giuseppe La Rocca, Direttore Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani

Leandro Limoccia, Presidente Collegamento Campano Contro le Camorre

Lidia De Sanctis, Associazione “Volontariato Giuseppe Tedeschi” Campobasso

Livia Zaccagnini, Operatrice culturale

Luciana Delle Donne, Ceo Fondeur “Made in Carcere”

Maurizio Bonati, Responsabile del Dipartimento di Salute Pubblica, Istituto di Ricerche Mario Negri, Milano

Michele Petraroia, Presidente ANPI Basilicata

Paola Capoleva, Presidente del CSV Lazio

Paolo Crepet, Psichiatra

Pietro Pellegrini, Direttore Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche Ausl di Parma

Salvatore Soresi, già professore ordinario presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata Università degli Studi di Padova

Simmaco Perillo, Presidente Consorzio Nuova Cucina Organizzata (NCO)

Suor Aurelia Raimo, Responsabile dell’Ufficio di Progettazione e Sviluppo per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice della Provincia dell’Italia Meridionale (Campania, Puglia, Calabria, Basilicata), Malta e Albania.

Suor Maria Rosaria Tagliaferri, Provinciale per l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Salesiane di Don Bosco) Italia Meridionale (Campania, Puglia, Calabria, Basilicata), Malta e Albania

LA LETTERA A DRAGHI