Le ACLI esprimono forte preoccupazione per il nuovo pacchetto sicurezza del Governo, che segna un ulteriore arretramento delle garanzie costituzionali e degli spazi di libertà democratica. La sicurezza viene affrontata quasi esclusivamente in chiave repressiva, sostituendo politiche sociali e prevenzione con il diritto penale e l’intervento di polizia.
L’inasprimento generalizzato delle pene rompe il principio di proporzionalità, non aumenta la sicurezza e rischia di aggravare il sovraffollamento carcerario, allontanando la pena dalla sua funzione rieducativa.
«Preoccupano le misure su migranti e CPR – ha dichiarato Gianluca Mastrovito, delegato alle Politiche Immigrazione per le Acli nazionali – che confermano un approccio emergenziale e restrittivo, e l’impostazione verso i minorenni, trattati come un problema di ordine pubblico anziché come persone da accompagnare e sostenere».
Il pacchetto incide inoltre sulla libertà di protesta e di dissenso, ampliando i poteri di polizia e riducendo le garanzie democratiche.
«La sicurezza non si costruisce con la repressione e l’inasprimento indiscriminato delle pene – dichiara Emiliano Manfredonia, presidente nazionale delle ACLI – ma investendo su giustizia sociale, diritti, prevenzione ed educazione. Senza questi elementi, si alimenta solo paura e divisione».
Per questo le ACLI chiedono al Parlamento un confronto serio che rimetta al centro la Costituzione, lo Stato di diritto e la dignità della persona.
Home Comunicati stampa Pacchetto sicurezza, Manfredonia (Acli): più repressione e meno diritti, misure che allontanano...










