Ridare voce alla democrazia: le grandi associazioni cattoliche rilanciano la partecipazione per rafforzare la democrazia

Ridare voce alla democrazia significa ridare centralità ai cittadini, ai corpi intermedi, alla partecipazione e al bene comune. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Ridare voce alla democrazia. Società, partecipazione e istituzioni”, che ha riunito oggi all’Istituto Luigi Sturzo alcune delle più importanti realtà dell’associazionismo cattolico italiano, accomunate dalla volontà di rilanciare un impegno comune per rafforzare la qualità della democrazia italiana e riportare al centro del dibattito pubblico le grandi questioni sociali.

A due anni dalla conclusione della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici di Trieste, il confronto ha riaffermato il valore della partecipazione come fondamento della democrazia e il ruolo imprescindibile dei corpi intermedi nel costruire risposte condivise alle sfide del nostro tempo: povertà, lavoro povero, crisi demografica, disuguaglianze educative, fragilità dei territori, integrazione degli immigrati e crescente disaffezione verso la politica.

Ad aprire i lavori è stato Agostino Giovagnoli, vicepresidente dell’Istituto Luigi Sturzo. Sono seguite le relazioni di Sebastiano Nerozzi, segretario del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia, Patrizia Giunti, presidente della Fondazione Giorgio La Pira, e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà.

A dare ulteriore profondità alla riflessione è stato il messaggio inviato dal Card. Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha invitato a non limitarsi a denunciare la crisi della democrazia ma a costruire autentici “laboratori di cultura democratica”, ricordando come sia necessario «collocare al centro di ogni riflessione e decisione la persona, dialogare, cercare soluzioni a partire da un serio ascolto e confronto». Richiamando il magistero di Papa Leone XIV e l’enciclica Magnifica Humanitas, Zuppi ha ricordato che «la ricerca della verità è un elemento essenziale per la democrazia» e ha esortato a coltivare fraternità, dialogo e spirito costituente, superando polarizzazioni e contrapposizioni, per custodire una democrazia fondata sul bene comune e sul rispetto della persona. (QUI il messaggio integrale del Card. Zuppi)

Nel suo intervento, Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI, ha evidenziato come la crescente astensione elettorale sia il sintomo di una crisi più profonda: «L’astensionismo nasce dalla sfiducia nelle istituzioni, dall’aumento delle diseguaglianze, dagli squilibri sociali, dalle aspirazioni e dai diritti negati. La democrazia è sempre legata alle domande sociali: vive dello scarto tra aspettative, promesse e realtà e cresce nella fatica delle famiglie lasciate sole. Oggi assistiamo al diffondersi di forme di individualismo che alimentano il populismo, ma non costruiscono un popolo». Per questo, ha spiegato, le ACLI rilanciano una riforma della vita democratica che non si esaurisca nella legge elettorale ma rafforzi gli strumenti della partecipazione: partiti realmente democratici e radicati nei territori, assemblee partecipative capaci di coinvolgere i cittadini nelle decisioni pubbliche, una nuova attenzione alla formazione politica e alla funzione educativa dei corpi intermedi. «Le regole della democrazia appartengono a tutti e non possono essere patrimonio della sola maggioranza del momento. Anche la legge elettorale deve nascere da un’ampia condivisione e restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti, rafforzando il rapporto tra eletti ed elettori. La stabilità è un valore, ma non può essere costruita mortificando la rappresentanza parlamentare né concentrando il potere nelle segreterie dei partiti o nella figura del leader, dimenticando la centralità del Parlamento».

Al dibattito hanno preso parte anche Giuseppe Notarstefano, Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana; Francesco Scoppola e Roberta Vincini, incaricati nazionali AGESCI; Ernesto Preziosi, presidente di Argomenti 2000; Andrea Dellabianca, presidente della Compagnia delle Opere; Laila Simoncelli, responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII; Adriano Roccucci, vicepresidente della Comunità di Sant’Egidio; Luca Piras e Sara Mentzel, rappresentanti nazionali dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia; Piergiorgio Sciaqua, presidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori; Luigi D’Andrea, presidente nazionale del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale; Argia Albanese, presidente del Movimento Politico per l’Unità Italia.

All’evento hanno partecipato  anche la Segretaria del PD, Elly Schlein, il Presidente del M5S, Giuseppe Conte, i parlamentari Toni Ricciardi, Paolo Ciani, Enrico Borghi e Graziano Delrio.

Al termine dell’incontro, le organizzazioni presenti hanno ribadito l’impegno a proseguire il percorso di confronto avviato, nella convinzione che la qualità della democrazia non dipenda soltanto dalle regole istituzionali, ma soprattutto dalla capacità di ricostruire fiducia, partecipazione e responsabilità condivisa. Una democrazia più forte richiede cittadini protagonisti, corpi intermedi vitali e istituzioni capaci di ascoltare, dialogare e costruire insieme risposte alle grandi trasformazioni del nostro tempo.